I SASSI DI MATERA

i Sassi di Matera

I SASSI DI MATERA

.. un insediamento rupestre unico al mondo.

.. il primo sito UNESCO del Sud Italia

 

 

I Sassi di Matera sono una  città completamente ricavata nella roccia, un insieme di grotte sovrapposte l’una l’altra dalle mille forme.

L’area dei Sassi di Matera, della  Murgia Materana e della Gravina di Matera ci restituisce testimonianze molto antiche.  Dagli albori della civiltà fino al XX secolo l’uomo ha sempre scelto di abitarvi prediligendo la grotta quale soluzione principale alle proprie esigenze abitative. L’evoluzione e l’introduzione di nuovi elementi architettonici hanno portato le grotte a cambiar forma. I primi ambienti scavati si sono evoluti sempre più per adeguarsi alle nuove esigenze abitative, economiche e militari ma hanno continuato a contraddistinguere e condizionare l’identità culturale dei materani.

I SASSI DI MATERA oltre che un abitato rupestre unico al mondo, rappresentano una grande opera d’arte collettiva e spontanea. Un grande monumento, una complessa scultura alla cui realizzazione hanno partecipato centinaia di generazioni accomunati da un unico obiettivo: vivere sfruttando quello che il territorio offriva, ossia una roccia porosa e facilmente lavorabile. Ne è derivata una città rupestre che si estende per trenta ettari circa e che risulta perfettamente integrata con il territorio circostante.  

Tutto ciò che i Sassi di Matera trasmettono lo si può percepire solo visitandoli e ammirandoli dal vivo.

  • Un senso di partecipazione al percorso che l’uomo ha fatto dalla preistoria ai nostri giorni;
  • Un senso di fugacità del presente e allo stesso tempo di condivisione del passato;
  • Uno strano senso di libertà dalla modernità e da tutto ciò che non rientra nella semplicità;
  • La percezione che il tempo può avere diverse velocità e che le lancette dell’orologio possono rallentare.
  • L’idea dell’essenza che è alla base dell’esistenza umana.
  • Un’esempio di tutela e valorizzazione di un centro storico improntato su un recupero conservativo e sulla partecipazione diretta dei cittadini materani a tale processo.
  • Un modello economico da anni studiato nelle Università di Economia che è diventato realtà, è stato attuato con risultati incredibili e che potrebbe essere applicato a tantissime altre realtà italiane.

 

Perciò i Sassi di Matera sono oltre che un luogo da visitare un’esperienza da vivere nel modo giusto. Non basta partecipare ad una qualunque visitata per vivere tutto ciò. Sulla spinta della crescita della loro notorietà i Sassi sono sempre più visitati. Guardandoli è difficile non rimanere incantati. Ma venire a Matera solo per un incanto non basta. Ecco perchè non basta avere una guida. Ormai ce ne sono tantissime. Le Guide Abilitate dalla Regione Basilicata, quelle abilitate dalla Regione Puglia, altre provenienti da altre regioni di Italia, altre ancora europee. Tutti affascinati dal processo di crescita che la Matera sta vivendo grazie ai Sassi.

 

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Per maggiori informazioni e consigli utili sui Sassi di Matera puoi contattare  Cosimo Santeramo  cell. 3297917056

 

Probabilmente è per tutti questi motivi che è difficile rispondere alla domanda: Quanti giorni sono necessari per visitare i Sassi di Matera. I numero dei giorni non basta mai. Ogni volta alla fine del soggiorno si parte con la voglia di ritornarci prima possibile. Ecco la straordinarietà della città dei Sassi. Rende tutti coloro che la visitano propri cittadini semplicemente perchè uomini.

I SASSI DI MATERA sono quindi un grande insediamento rupestre composto formato dal Sasso Caveoso o rione Caveoso, dal Sasso Barisano o Rione Caveoso e dal Rione  Civita. Un fitto mosaico di grotte, graziosi palazzotti estesi ambienti ipogei, incredibili siti sotterranei, chiese rupestriantichi fornisistemi di canalizzazione e raccolta di acque piovane.

 

MATERA: LA CITTA’ DEI SASSI E’ LA TERZA CITTA’ PIU’ ANTICA AL MONDO   i Sassi di Matera

 

VISITARE i SASSI e più in genere MATERA significa ripercorrere, in modo suggestivo, il cammino che l’uomo ha fatto dagli albori della sua storia sino ad oggi. Un passato molto remoto sembra  affiorare dalla roccia e attraverso la roccia si racconta.

DAI SASSI DI MATERA ALLA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA PER IL 2019 Un modo di vivere unico, ma anche un modo di valorizzazione territoriale molto interessante che ha fatto di Matera una meta a livello mondiale.Uno degli aspetti che sicuramente stupisce dei Sassi di Matera è il modo in cui siano passati dall’essere la vergogna d’Italia ad essere il primo sito Unesco del sud Italia ed ancora la Capitale europea della Cultura per il 2019.  Nulla avviene a caso. C’è da dire che quando Togliatti definì i Sassi d Matera “vergogna nazionale” le condizioni di vita dei suoi abitanti non era delle migliori. Quella che verrà successivamente definita la culla della civiltà contadina in realtà era ormai una città sovraffollata, molto povera e senza servizi, ma non per questo non dignitosa, dove per le classi subalterne dei braccianti agricoli non vi era possibilità alcuna di riscatto.

QUAL E’ IL PERIODO PIU’ BELLO PER VISITARE I SASSI DI MATERA 

  • In PRIMAVERA gli ambienti dei Sassi, del Parco della Murgia Materana e della Gravina di Matera rappresentano la tela ideale su cui dipingere un soggiorno intriso del mistero, della semplicità e bellezza di questi luoghi a contatto con la storia, l’arte, natura e le attività outdoor. 
  • In ESTATE la città assume un’aspetto surreale. Visitando i Sassi e la Murgia si ha la sensazione di essere in un ambiente sub sahariano. I vicinati e le stradine dei Sassi, la roccia tipica delle abitazioni contribuisco a creare una ambiente piacevole e divertente. I territori circostanti la città sono completamente dorati e rendono le escursioni ed i trekking particolarmente suggestivi.
  • L’ AUTUNNO con i sui colori da ai Sassi  un clima romantico. Un senso di fugacità, un senso di cose andate che non tornano ma che restano nel cuore.

 

COSA SONO I SASSI DI MATERA? Sono un “angolo di mondo da scoprire e da vivere”,  “un’esperienza che ti appartiene anche se non ci sei mai stato”.“Sono il punto di partenza ed il punto di arrivo”. I SASSI sono una città che fonda la sua essenza sul vuoto, un vuoto che da materiale diventa esistenziale e mantiene purtuttavia quel fascino e quell’incanto che è tipico dei luoghi mistici. I SASSI DI MATERA sono fortemente evocativi. Evocativi di una dimensione basata sull’idea di un qualcosa che è all’origine del tutto. Ed è proprio quel ritornare in una dimensione apparentemente sconosciuta ma intimamente nota  che ci stupisce e ci fa sentire a semplicemente uomini, partecipi di un qualcosa che ci caratterizza e ci accomuna. Questa è la vera grandezza dei SASSI. Una città in cui ognuno di noi si può riconoscere, che è in grado di farti sentire semplicemente come sei.

Per maggiori informazioni e consigli utili sui Sassi di Matera puoi contattare  Cosimo Santeramo  cell. 3297917056

 

 

                         

Per maggiori informazioni e consigli utili sui Sassi di Matera puoi contattare  Cosimo Santeramo  cell. 3297917056

I SASSI DI MATERA visti da Carlo Levi

In quel precipizio è Matera. Ma di lassù dov’ero io non se ne vedeva quasi nulla, per l’ eccessiva ripidezza della costa, che scendeva quasi a picco…. Vedevo soltanto,…. Affacciandomi dalle terrazze e dai sentieri che copirvano all’occhio le case sottostanti. Di faccia c’era un monte pelato e brullo, di un brutto colore grigiastro astro senza segno di coltivazione, ne un solo albero. Terra e pietre battute dal sole. In fondo scorreva un torrentaccio , la Gravina……. Il fiume e il monte avevano un’ aria cupa e cattiva, che faceva stringere il cuore. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un’ apice comune dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria di Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’ inferno di Dante…. E cominciai anch’io a scendere per una specie di mulattiera, di girone in girone, verso il fondo. La stradetta, strettissima, che scendeva serpeggiando, passava sui tetti delle case, se così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone ognuna di esse ha sul davanti una facciata, alcune sono anche belle, con qualche modesto ornato settecentesco. Queste facciate finte, per l’ inclinazione della costiera, sorgono in basso e filo di monte, e in alto sporgono un poco in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Le porte erano aperte per il caldo……..Dentro quei buci neri, dalle pareti di terra, vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento stavano sdraiati cani, le pecore, le capre….

*Carlo levi fu medico dei contadini che vivevano in condizioni povertà assoluta.  Carlo levi ritrae nelle sue opere le case tipiche della Basilicata di allora descrivendo i personaggi tipici della civilta contadina, i loro lineamenti, i loro modi, le loro espressioni la loro rassegnazione.  (da Cristo si è fermato ad Eboli, Carlo Levi)

 Un pò di filosofia…. (da Il PENSIERO ALL’ ARIA APERTA, di Laura Marchetti)

…..chi si ripara momentaneamente nella caverna per darsi e dar cura è predisposto al viaggio, che difende con la possibilità del ritorno, e al ritrovamento del paesaggio aperto (ritrovamento del realismo, ma anche di una nuova forma dell’immaginazione, (…) riferito alle grandi distese marine, alle coste lontane. Un viaggio verso il nuovo, l’ignoto, il rischio, che si può compiere da attori della storia e della propria esistenza o come semplici spettatori, ma che porta sempre verso rotte diverse, cammini divergenti: un viaggio mai a  senzo unico, ma lento e pieno di spostamenti, rinvii, “digressioni” dal cui aumentato respiro poter esercitare quello ” sguardo in lontananza” che in fondo è una caverna di nuovo, un involucro protettivo, da cui poter ascoltare senza ansia e senza orrore il fascino del vuoto e del deserto…… Nel …. la caverna, per le sue doti di stabilità, riparo, semi oscurità costituisce il modello archetipico di un abitare ecologico e felice, costantemente riprodotto nei tempi dell’architettura universale attraverso una seri di varianti che vanno dagli insediamenti rupestri della Cappadocia o di Matera.