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COSI' HAN DETTO DEI SASSI

In quel precipizio è Matera. Ma di lassù dov'ero io non se ne vedeva quasi nulla, per l' eccessiva ripidezza della costa, che scendeva quasi a picco.... Vedevo soltanto,.... Affacciandomi dalle terrazze e dai sentieri che copirvano all'occhio le case sottostanti. Di faccia c'era un monte pelato e brullo, di un brutto colore grigiastro astro senza segno di coltivazione, ne un solo albero. Terra e pietre battute dal sole. In fondo scorreva un torrentaccio , la Gravina....... Il fiume e il monte avevano un' aria cupa e cattiva, che faceva stringere il cuore. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un' apice comune dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria di Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l' inferno di Dante.... E cominciai anch'io a scendere per una specie di mulattiera, di girone in girone, verso il fondo. La stradetta, strettissima, che scendeva serpeggiando, passava sui tetti delle case, se così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone ognuna di esse ha sul davanti una facciata, alcune sono anche belle, con qualche modesto ornato settecentesco. Queste facciate finte, per l' inclinazione della costiera, sorgono in basso e filo di monte, e in alto sporgono un poco in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Le porte erano aperte per il caldo........Dentro quei buci neri, dalle pareti di terra, vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento stavano sdraiati cani, le pecore, le capre....

*Carlo levi fu medico dei contadini che vivevano in condizioni povertà assoluta.  Carlo levi ritrae nelle sue opere le case tipiche della Basilicata di allora descrivendo i personaggi tipici della civilta contadina, i loro lineamenti, i loro modi, le loro espressioni la loro rassegnazione.  (da Cristo si è fermato ad Eboli, Carlo Levi)


:P Un pò di filosofia.... (da Il PENSIERO ALL' ARIA APERTA, di Laura Marchetti)

 .....chi si ripara momentaneamente nella caverna per darsi e dar cura è predisposto al viaggio, che difende con la possibilità del ritorno, e al ritrovamento del paesaggio aperto (ritrovamento del realismo, ma anche di una nuova forma dell'immaginazione, (...) riferito alle grandi distese marine, alle coste lontane. Un viaggio verso il nuovo, l'ignoto, il rischio, che si può compiere da attori della storia e della propria esistenza o come semplici spettatori, ma che porta sempre verso rotte diverse, cammini divergenti: un viaggio mai a  senzo unico, ma lento e pieno di spostamenti, rinvii, "digressioni" dal cui aumentato respiro poter esercitare quello " sguardo in lontananza" che in fondo è una caverna di nuovo, un involucro protettivo, da cui poter ascoltare senza ansia e senza orrore il fascino del vuoto e del deserto...... Nel .... la caverna, per le sue doti di stabilità, riparo, semi oscurità costituisce il modello archetipico di un abitare ecologico e felice, costantemente riprodotto nei tempi dell'architettura universale attraverso una seri di varianti che vanno dagli insediamenti rupestri della Cappadocia o di Matera.


    


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(*) Campi richiesti



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